Il Web Content Manager chi è e cosa fa
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Mi sono chiesto oggi se ha senso, di questi tempi, parlare della figura del Web Content Manager. Me lo sono chiesto perché mi rendo sempre più conto, giorno dopo giorno, di redazione in redazione, che un essere umano “manager di contenuti”, in carne e ossa, altro non può essere che un esperto di digital marketing, più che un buon caporedattore e basta, ma questa riflessione sarebbe anche piuttosto banalotta se non fosse che il Web Content Manager oggi deve per forza di cose essere anche un altro.

Chi è il Web Content Manager?

Veniamo subito al sodo, punto focale della mia riflessione: un ottimo Web Content Manager deve essere molto bravo a scrivere, a revisionare testi altrui, a ottimizzare on-site in continuazione i contenuti vecchi/ever green e soprattutto, e lo dico, senza troppi complimenti, dev’essere un esperto di prodotto. Oltre che esperto marketing, il Web Content Manager di un’azienda dev’essere un esperto di prodotto.

Basta quelle redazioni che piazzano un coordinatore di blogger per un magazine che parla di iPhone e non conoscono l’iPhone, basta quei comparatori che hanno caporedattori, dunque Web Content Manager – che è più cool – che non sanno come si paga una bolletta della luce!

Basta. Il Web Content Manager deve avere ottime doti di marketing e di scrittura, ma non solo, dev’essere un esperto di prodotto, del prodotto e/o servizio di cui tratta il magazine o la sezione del magazine che dirige.

Ma immaginate, un Web Content Manager che dà indicazioni su cosa scrivere a un nugolo di redattori impauriti e spaesati senza conoscere in modo approfondito il prodotto, immaginate… un magazine di calcio, uno che non ha mai visto una partita e dà impostazioni ad un altro di scrivere qualcosa su keyword a coda lunga, non lo trovate assurdo?

Per non dire irriverente verso lettori e colleghi. Ok non funziona così ovviamente, ormai ci sono mezzi incredibili per informarsi su qualunque cosa in maniera decente in mezzo secondo tramite fonti certe (o quasi) ma molte volte il paradosso è comunque assurdo e l’ho provato in prima persona nella mia attività di consulente SEO.

Possiamo capire, e dunque avere pazienza con i redattori alle dipendenze di un coordinatore, ma “ignorantia Web Content Manager non excusat” nei casi in cui ci troviamo di fronte ad un soggetto, che deve gestire dei contenuti, e non conosce l’essenza del prodotto di cui parla.

E’ inammissibile, ma succede, e ne vedo tanti tutto sommato di Coordinatori di redazioni di servizi e prodotti che non hanno mai testato in prima persona alcun servizio di cui parlano. Le aziende italiane assumono Content Manager spesso che hanno ottime competenze SEO e/o di scrittura ma che non fanno uno sforzo in più. Un vero peccato.

Anzi, talvolta mancano anche le basilari doti di marketing… del resto non è solo colpa loro, è anche colpa di Google, che diciamoci la verità, negli anni ha permesso a diversi finti opinionisti – ottimi SEO Copywriter – a diventare esperti di qualcosa che realmente non conoscevano poi così bene!

Web Content Management – le skills che oggi deve avere un buon Web Content Manager moderno

  • capacità devastante di stare appresso ai redattori, psico-fisicamente parlando…
  • ottime doti di SEO on site. Conoscenza approfondita di tool adatti a tal fine: SEMrush e SEOZoom imprescindibili, per non parlare della Console Search di Google.
  • capacità di trovare fonti e verificarle in maniera attendibile.
  • conoscenza del prodotto in questione, e me ne frego se molti che leggeranno prediligeranno ottime conoscenze SEO tecniche e capacità di scrittura Manzoniane… ottima conoscenza del prodotto, punto.
  • ottima “coscienza” in ambio UX e UI. Ho visto capiredattori non saper dare un consiglio, e dico uno, a uno sviluppatore che stava rifacendo il sito!
  • capacità di gestire una redazione online, che è un mestiere a sé, e che non è un mestiere analogo a quello del caporedattore di un giornale di carta stampata. Ficcarselo bene in testa.
  • infarinatura robusta, per non dire robustissima di: Console Search, Google Analytics e Google AdWords. Alcuni diranno non essenziali. Io invece dico che senza la conoscenza dell’HTML e degli ultimi due tool appena citati, è consigliabile dedicarsi  ad altro.

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Conoscere ciò che si scrive, la passione di un Web Content Manager

Oggi nel web è troppo importante la qualità del contenuto e la passione con la quale lo si espone: un proprio stile, un’energia particolare che traspare e che arriva al lettore; “seghe mentali SEO online ce ne sono quante ne vogliamo”, il web pullula ancora di pagine poco interessanti e di contenuti poco approfonditi, tocca ai nuovi Content Manager prendere l’iniziativa. Avanti tutta, è tempo di scrivere ancora di più se è possibile e con maggiore coscienza e conoscenza di quello di cui si sta scrivendo, la sfida è appena cominciata!

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