Quando i competitor lato SEO ci superano
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La SEO è bella ma sa essere anche dolorosa. Succede infatti che a volte si è primi con keyword di valore su svariate SERP, e dopo un po’ di tempo (magari commettiamo alcuni errori) scopriamo che i nostri competitor ci superano: è triste, è doloroso, a volte è addirittura tragico ma dobbiamo accettare e capire che può succedere e che paradossalmente a volte manco abbiamo colpa di tutto ciò e che dobbiamo subito reagire. Vediamo insieme quali sono le concause di un “sorpasso SEO” e cosa ha senso fare appunto quando si è sorpassati.

Partiamo da un presupposto: un business che ha come canale di acquisizione clienti unicamente quello SEO è un business pressoché in procinto di fallire. Fidatevi, da maniaci della SEO quali siamo non siamo comunque tanto ossessionati da pensare che la SEO possa essere l’unica e l’univoca sorgente di clienti di un’azienda.

Ci sono altri canali che un imprenditore e chi fa marketing non deve mai sottovalutare: AdWords, Facebook ADS, Linkedin e Instagram…  ma giusto per citarne alcuni, insomma le alternative per fare dell’ottimo marketing diretto ci sono, anzi a volte possono essere quelle che vanno a sostituire il canale organico in toto (noi ci auguriamo di no, ovviamente da malati della SEO concepiamo sempre e comunque questo canale come un canale unico e imprescindibile, anche perché, parliamoci chiaro, è quello che maggiormente offre tassi maggiori di redemption!).

Fare business solo con la SEO è rischioso. Google è ancora un mistero. Ci sono i guru della SEO, quelli che di SEO sanno tutto e che prevedono le mosse di Google e che parlano con Google e bla bla bla…  ma la realtà è che Google in sè e per sè è pur sempre un bot, dunque un robot che “può andare in cortocircuito” e giudicare male (a volte chissà perché) le nostre fantastiche pagine del nostro fantastico sito web ricco e stracolmo di fantastici contenuti!

Può succedere che un giorno, puf, tutto il nostro super posizionamento SEO scompare “in men che non si dica”… può succedere, ovviamente ci sono delle motivazioni, delle “pseudo ragioni” che di scientifico però hanno poco ed ecco che ci si ritrova a pezzi, a terra, senza più un business, proprio perché quando un’azienda cessa l’acquisizione del cliente inizia a perdere colpi, colpi di un certo tipo.

Dunque che fare? Caliamo con la SEO, ci superano i nostri competitor. E’ triste, anche perché si dà la percezione agli utenti che si sta lavorando male in azienda, mentre invece potrebbe essere “un semplice conflitto tra noi e Google”, che appunto prescinde senza ombra di dubbio da ciò che accade all’interno dei nostri uffici… dunque a questo punto non abbiamo scelte, se sappiamo di avere un’ottima offerta, competitiva sul mercato, dobbiamo rimboccarci le maniche e dobbiamo necessariamente convergere in maniera decisa e determinante su AdWords e Facebook ADS.

La verità come in tutte le cose della vita sta nel mezzo, il traffico organico per reggere un intero business non basta e non può bastare. Non basta proprio perché tramite Facebook ADS e AdWords si vanno ad intercettare due tipologie di utenti diversi da quelli intercettati tramite la SEO, due tipologie che fanno sempre e comunque parte del mercato! Anzi lo rappresentano a volte in toto. In secondo luogo evitare AdWords, Facebook ADS e altri canali a pagamento per privilegiare la SEO è un po’ la negazione del Web Marketing stesso che vive di ROI e di investimento sotto forma diretta con un duplice obiettivo: vendita o lead.

Da un lato dunque ci viene quasi da dire che alcune docce fredde lato SEO fanno davvero bene, rinfrescano le meningi a volte addormentate di alcuni imprenditori che non vogliono vedere altro che la SEO e il marketing di prodotto, di cui la SEO è forse oggi online la sua più grande e naturale espressione.

Quando ci superano lato SEO dobbiamo cambiare canale, fine della questione, altrimenti chiudiamo. Non c’è molto da dire, ma sul serio, niente panico! Può accadere. La SEO d’altronde è impermeata di misteri… a volte si scende e a volte si sale all’improvviso, l’importante è resistere e diversificare l’azione di acquisizione del cliente intercettando domande consapevoli (SEO e AdWords) e quelle latenti (Facebook ADS), queste ultime coinvolgendole in un funnel efficace in termini di conversioni che significano in poche parole: vendite.

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