Tempo permanenza su sito web: fattore SEO molto importante
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Volete sapere qual è un valore fondamentale in ottica SEO oggi? Un valore che a volte alcuni dimenticano e che con questa mini guida andiamo a vedere perché invece è così tanto fondamentale. Stiamo parlando del tempo di permanenza di un utente sul sito, di conseguenza la percentuale di bounce rate che possiamo osservare all’interno del nostro Google Analytics. Procediamo con ordine e vediamo insieme quanto questo valore può essere importante per fare dell’ottima SEO sul nostro sito web.

Tempo di permanenza: dietro a questo dato ci sono moltissime questioni da capire

Vediamo sempre siti con un bounce rate che sorpassa il 75% (non sempre, ma quasi sempre, sia chiaro!)… non è un bene cari ragazzi. Ok avete molte visite, ok avete quelle 3/4 kw alte sulla SERP che vi portano contatti utili e chiudete bene in termini di redemption ma non è un bene avere un bounce rate sopra il 75%!

Un bounce sano è sotto il 70%, un bounce ottimo è sotto il 50% (dipende sempre dal settore ovviamente)

bounce rate

Cos’è il Bounce Rate e perché oggi averlo basso è una manna dal cielo

Perché insistiamo sul punto, perché il bounce rate così come il tempo di permanenza di un utente su un sito web nasconde una serie di valori SEO che la SEO moderna oggi non può che non catalogare come fattori SEO fondamentali:

  • il sito nella maggior parte di kw con la quale è posizionato rientra perfettamente nell’intento di ricerca dell’utente
  • il sito offre contenuti ultra interessanti per l’utente, dunque l’utente entra e si ferma a leggere il vostro contenuto, e non solo, compie azioni, si sofferma sugli articoli correlati, ecc
  • il sito propone esattamente i servizi che gli utenti stanno cercando in quel momento in cui digitano la parola chiave per cui ci trovano
  • il sito è navigabile, non è spammoso, ha una usability molto buona.
  • non ci trovano per sbaglio (pensate che non accade affatto di rado, pare assurdo ma può essere pure così!)

Che ne pensate?

Pensate ancora di avere dei bounce rate alti e incontrollati all’interno del vostro GA!?

Per essere ancora più chiari, Il bounce rate è il parametro di Google Analytics che misura la percentuale di rimbalzo degli utenti sul sito: più è alta e più vuol dire che non stiamo soddisfacendo al meglio la domanda relativa alla query che l’utente ha digitato.

Es. Immaginiamo che il nostro sito abbia una media di 100 visitatori giornalieri ed una frequenza di rimbalzo del 50%: ciò significa che su 100 utenti che arrivano quotidianamente sul sito, 50 se ne vanno dopo aver visto una sola pagina!

Abbiamo peraltro spesso notato che non tutte le seo agency lavorano su questo concetto.

Ni, il gioco è sì fatto, ma per esser completo e dunque per soddisfare in maniera totale l’esigenza del nostro utente in relazione al nostro prodotto/servizio conviene “che il nostro sito nel complesso” abbia un bounce rate basso e dunque di conseguenza un alto, altissimo tempo di permanenza da parte dell’utente, fidatevi… questo piace eccome a Google e ovviamente anche agli stessi utenti.

Sito e Sito

“C’è però sito e sito” (vedremo meglio la questione nel prossimo pragrafo): ci sono siti dal contenuto informazionale che necessitano di un basso bounce rate per rankare la SERP in maniera efficace, altri siti invece non necessitano di questo… anzi, necessitano di un bounce alto paradossalmente.

Se seguite questi consigli vedrete che tutto il vostro sito e di conseguenza il vostro business ne beneficeranno

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C’è rimbalzo e rimbalzo però

Come prima accennato, una piccola annotazione però la vogliamo fare… in un recente post, Giovanni Sacheli condivide una tesi particolarmente interessante sul tempo di permanenza dell’utente su un sito web. Posto che noi crediamo che sia un fattore decisivo come abbiamo più volte ripetuto, ci trova molto d’accordo il paradosso nel suo blog abilmente descritto.

Nel senso, “c’è rimbalzo e rimbalzo”, e siamo perfettamente d’accordo. Nell’articolo viene descritta una condizione tipica che accade spesso negli eCommerce, dove appunto paradossalmente può essere considerato “pessimo” il dato opposto: un bounce rate basso in rapporto ad un bounce alto.

L’esempio è assolutamente calzante. Immaginate un utente che cerca un tipo specifico di calze, gironzola sul sito, sfoglia pagine e non le trova, esce dal sito = rimbalzo basso. Un utente entra sul sito, e becca subito il prodotto che gli interessa, subito, al volo, procede al pagamento, ed esce = rimbalzo alto. La prima è un’esperienza frustrante, il nostro utente non sarà mai soddisfatto, nel secondo caso invece l’utente resterà assolutamente soddisfatto.