Categorie di un sito: il valore e definizione di una categoria
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Oggi parliamo di categorie, sì, avete capito, proprio le nostre amiche categorie, quelle che ci affrettiamo ad impostare come pagine archivio dei nostri post.

Abbiamo già quasi detto tutto, non c’è molto da aggiungere sul concetto di categoria in ottica SEO: la categoria altro non è che una pagina archivio che racchiude in un unico contenitore i nostri post/articoli. In questa mini guida andiamo però a vedere come vanno gestite le categorie di un sito web in ottica SEO.

Le categorie di un sito: cosa sono e “perché”.

Una categoria non è altro che un raccoglitore di pagine/post, dunque si tratta di una pagina archivio, così come una pagina “tag”. C’è differenza a livello gerarchico? No, e lo diciamo subito onde evitare confusioni di vario tipo.

La categoria in sostanza verticalizza la suddivisione delle tematiche di un sito, ad esempio di cucina (usiamo questo topic come esempio, potremmo avere come categorie primi piatti e secondi piatti) e dunque avremo una possibile struttura a pillar, in sostanza pilastri, pagine raccoglitori che trattano appunto di queste due tematiche appena citate.

Possiamo posizionarci in ottica SEO con le categorie?

Assolutamente sì, sono un’ottima alternativa quando i post non riescono ad emergere del tutto, ricordate che la categoria non è per antonomasia priva di testo, anzi, se andate a dare un’occhiata in giro per il web vi renderete conto che ci sono tantissime pagine archivio che sono ultra ricche di testo in ottica SEO.

Il posizionamento di una categoria a livello organico è anzi un pregio importante, chi vuole essere leader con il proprio sito in una determinata nicchia di mercato non dovrebbe assolutamente sottovalutare. Quando la categoria emerge in ottica SEO vuol dire che Google dà piena rilevanza al pacchetto di articoli che a quella determinata categoria sono allegati.

La categoria è una per definizione

Si sente spesso: posso mettere il mio post in due categorie? Ad esempio blog di cucina: “carni” e “carni lesse”. Non si può, la categoria è una sola: se mettessimo il nostro post in entrambe le due categorie appena viste tutto ciò inciderebbe a livello di usability ed è pratica non molto corretta in Ottica SEO proprio perché rischiamo di creare una duplicazione di contenuti.

Non fatevi troppe domande, a livello strutturale un post può stare solo sotto una categoria intesa come cartella, non di più!

categoria SEO

Bella infografica presa dal blog di Tiziano Fogliata

Tag e Categorie

Attenzione a non confondere Tag con Categorie. I Tag sono delle “etichette” che vengono incollate trasversalmente ad articoli presenti all’interno delle categorie, proprio per contraddistinguerli. I tag non devono mai coincidere con le categorie, ha senso averne circa 30/35 per un progetto editoriale di piccole medie dimensioni, non di più!

Per capire la differenza fra Tag e Categorie dovete sempre capire che le Categorie Dividono, mentre i Tag Riuniscono contenuti che hanno qualcosa in comune, e che sono per forza di cose distribuiti in diverse categorie di un sito web.

 

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Bella infografica presa dal blog di Andrea Gavardi

SEO Yoast: gestire categorie con WP

Ne abbiamo parlato poco fa di SEO Yoast, se stiamo usando WP, SEO Yoast rappresenta il plugin migliore in assoluto per la gestione di tag e categorie. E’ possibile innanzitutto editare senza problemi la pagine categoria, cambiando i tag HTML più importanti dunque title e meta descrption.

Con SEO Yoast è anche possibile stabilire quali categorie del nostro sito Google dovrà indicizzare e quali non dovrà indicizzare, tramite questo plugin, facilissimo da usare, potremo segnalare a Google quali categorie eventualmente mettere in Disallow modificando il file robots.txt direttamente dall’editor del plugin.

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