Comparatori, mini motori di ricerca oppure aggregatori? - Effettoundici
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Abbiamo ricevuto parecchi commenti su un nostro caro articolo che parla di comparatori, e dunque di modelli strutturali e di business relativi alla comparazione. Ci siamo resi conto che il fenomeno è molto più vasto in relazione a quanto avevamo valutato all’epoca del nostro contributo, appunto, grazie alle vostre preziose segnalazioni che ci hanno fatto notare come in effetti non è un fenomeno che coinvolge le aziende o modelli di business consolidati, bensì un po’ tutti coloro che vedono nel commercio elettronico una vera e propria opportunità.

Forme e Strutture di Comparazione

La comparazione è sempre di più anche in Italia un fenomeno che parte dal basso: piccole strutture nascono ogni giorno come funghi, gli stessi privati che lo vedono come un secondo lavoro talvolta e come una forma gradevole di arrotondare uno stipendio per mezzo della sua fortissima sinergia con l’affiliazione, oggi quando aprono un blog pensano subito se non a vendere qualcosa sul proprio sito a comparare.

Possiamo paralre nel 2018 di comparazione pura e dura e di comparazione mixata all’affiliazione e basta? Intesi dunque come modelli di business e dunque come struttura in sé della piattaforma? Assolutamente no, nella comparazione l’ibrido è proprio l’elemento “disruptive” della porta accanto.

Nasce così il comparatore che mixa il mini motore di ricerca, dunque una comparazione tutta votata sulla tipica ricerca espressa tramite query dell’utente, una struttura che alla fin fine compara e aggrega, pescando nel web qua e là contenuti di vario interesse sempre e comunque collegati a categorie semantiche: tecnologie, viaggi, risparmio ecc.

Non potevano mancare i comparatori di energia pronti ad offrirvi una valida assistenza per il nuovo allaccio delle utenze oppure del trasloco delle stesse tramite una voltura o un’operazione di subentro.

Motori di ricerca di comparazione

Due esempi ci sono sembrati davvero curiosi e interessanti e soprattutto perfetto emblema di quanto detto in precedenza.

edodo.it è un chiaro esempio in cui la comparazione mixa l’aspetto tipico del motore di ricerca: su edodo si cerca qualsiasi prodotto, il motore pesca tutto, indica quali e-commerce vendono il bene cercato e compara i prezzi. Di cosa vive edodo? di affiliazione ovviamente, a meno che come abbiamo visto in passato la piattaforma non raggiunga un accordo diretto con eventuali merchants.

Da sottolineare anche il caso di Versus, il meccanismo è analogo: si cerca meticolosamente nel profondo e poi si compara.

Versus e edodo sono piccole realtà ma mettono in un luce una comparazione che prima di tutto è motore di ricerca, o meglio, lo è nell’esperienza offerta all’utente: tutto ruota attorno al prezzo e all’idea di comparazione, ma scompare il concetto di lista e vetrina unica, si pesca nel web!

In Italia un antenato di quanto abbiamo appena visto è il Trovaprezzi, con l’unica vera differenza che il Trovaprezzi è un sito web che compara una vetrina ben definitia da categorie super prestabilite, nel senso che lato usability l’utente si trova di fronte ad una comparazione che vede come tale, non che scorge tramite una ricerca ad hoc.

Volendo pure Skyscanner sfiora questo genere di modello e di struttura ma non andiamo oltre appunto perché stiamo parlando di ibridi e rischieremmo di combinare un pasticcio a livello di definizione…

La verità però è anche un’altra, la verità risiede in due fattori che vanno messi in risalto:

  1. la comparazione è un modello di business valido per aziende che intendono vendere online in nicchie rilevanti e per privati alla ricerca di una seconda fonte di sostentamento. Lato aziende parliamo di web agency che intravedono nella comparazione un modo “easy” o meglio “lean” per arrotondare o ampliare il fatturato appunto dell’agenzia
  2. il consumatore oggi nel bene e nel male è molto legato ad un principio di comparazione in relazione a qualsiasi tipo di acquisto intenda fare. “Non muove carta di credito” se non compara e il trend è in crescita in tutti i settori. Non solo commodities classiche come offerte gas, luce e internet… stiamo parlando anche di viaggi, aerei nello specifico, spostamenti in treno, traslochi, tecnologia ecc

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