Strategia d'offerta in ambito Web Marketing - Effettoundici
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Cosa sta a significare strategia d’offerta quando si parla di Web Marketing? Stiamo parlando della modalità di vendita e dunque di monetizzazione di un’azione di marketing online oppure della modalità di vendita/monetizzazione di uno spazio pubblicitario digitale.

Le strategie d’offerta sono protagoniste assolute delle nostre campagne di Web Marketing qualsiasi canale si tratti: SEM, Facebook ADS, Linkedin, Instagram, ecc

Strategia d’offerta: acquisto traffico e monetizzazione dei nostri spazi/prodotti in ottica digitale

Chi vende e chi compra traffico deve aver ben chiaro le modalità di vendita e d’acquisto in epoca digitale. In sostanza la strategia d’offerta si basa su 4 tipologie che vediamo sorgere dalla nascita del web 2.0 e rimanere così praticamente immutate nel tempo:

  • CPM
  • CPC
  • CPL
  • CPA

Analizziamo tutte e 4 le tipologie di strategia d’offerta nella pubblicità digitale e andiamo a vedere come vengono utilizzate nel dettaglio, come funzionano e quali sono le nuove modalità d’offerta che arricchiscono in modo ancora più interessante il ricco palinsesto dell’offerta ADV in ambito digital.

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Come vendiamo la pubblicità sul nostro sito?

Sul nostro sito web possiamo vendere spazi pubblicitari in due modalità

  • CPM = Cost per 1000 impression, che vuol dire: che potrebbero comprarci un banner a 1€ per 1000 impression. Se quel giorno, il nostro sito fa 800 visite (e/o pagine viste 800 volte), allora il nostro inserzionista ci dovrà corrispondere  0,80€ cents, se il giorno dopo invece il nostro sito dovesse fare 1400 visite al giorno, ecco che allora il nostro inserzionista pagherebbe 1,4€ e così via,  l’operazione da fare è sempre Num. Visitatori unici/ Pagine viste per giorno x valore nominale diviso Num. Impression (ovverosia 1000) per capire quale valore nominale dare ad una singola impression… Considerate che nel mondo del CPM conta relativamente quante persone visitano il nostro sito, contano le pagine viste!

Non a caso facendo il processo inverso, tipico del calcolo del CPM andiamo a ricavare il valore nominale per cui stiamo vendendo la nostra ADV appunto per 1000 impression!

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  • CPC = qui il paradigma è totalmente diverso, in pratica, dipende solo ed esclusivamente dal settore in cui operiamo. Google che è l’epicentro di questo tipo di pubblicità proprio perché stabilisce dei valori monetari univoci a livello “mondiale” in base ad ogni singola keyword, è il fautore di un’asta che vive dei tipici principi di domanda e offerta: se clicco su un annuncio che posto su un sito che parla di finanza, mutui, assicurazioni, ecc… guadagnerò molto di più (io publisher) che se parlo di notizie generiche oppure di fashion, food o insomma quant’altro che non ha valori per singola keyword così alti di CPC come finanza, hosting, trasporti, ecc.

Vendere a CPL e CPA

Detto ciò è possibile anche vendere spazi del nostro sito web che sono in grado di generare lead e vendite. Sono semplici pagine che rimandano a landing page ad hoc che producono lead (CPL) oppure vendite dirette (CPA).

Come acquistiamo traffico

Possiamo farlo a CPC e a CPM quindi diventando noi stessi gli inserzionisti che vanno a comprare spazi su siti ospitanti. Inoltre lo possiamo fare a CPL (costo per lead) azionando delle campagne Ad Hoc oppure a CPA (anche qui con azioni specifiche).

Facebook negli anni ha saputo rivoluzionare il mercato della strategia d’offerta in ambito ADV “inventando” una delle forme più rivoluzionarie di ADV in assoluto, il CPM ottimizzato. In pratica un costo per impression ibrido con il costo per clic.

Cosa significa e come funziona il CPM Ottimizzato

La campagna parte pagando impression, finisce che si ottimizza poi con un costo tipico per interazione: like, commenti, ecc. Il tutto viene sempre convogliato dal fatto che la qualità della campagna, l’annuncio e altri parametri dell’algoritmo di FB ne condizionano le prestazioni e dunque il risultato.

AdSense, Centri Media e altri player che condizionano il mercato

Come abbiamo potuto intuire le campagne per Clic sono regolate da un’asta che a livelli “mondiali” attribuisce un valore ad ogni singola parola chiave, in realtà il parametro ufficiale di tutto questo è Google che tramite AdWords (lato inserzionisti) e AdSense (lato publisher) attribuisce un valore alle keywords tale da essere assimilato come un valore univoco e utile a tutti i publisher e gli inserzionisti del mondo.

Google del resto ha, almeno nel 50% del mondo, il monopolio per quanto concerne l’utilizzo dei motori di ricerca, inoltre i siti ad utilizzare AdSense e quindi ad ospitare l’ADV che viene pompata tramite “AdWords” sono migliaia per non dire milioni, capite bene che Google stesso diventa il perno di quest’asta concettuale, o meglio il fautore e il custode di ogni singola variazione per prezzo di ogni singolo clic.

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AdSense

AdSense altro non è che il circuito pubblicitario di Google. Stiamo parlando di un tool online di grandissima portata, in sostanza siamo di fronte al centro media di Google per quanto riguarda la pubblicità che gli inserzionisti riversano sui siti dei publisher affiliati.

Centri Media

In tutto il mondo esistono i centri media che a loro volta diventano i custodi della pubblicità dei siti che si affidano a loro. Sono i centri media che decidono la strategia d’offerta su tutti i siti a loro affiliati (ciò non toglie che gli stessi siti affiliati non possano procedere per conto loro con accordi di affiliazione diretta e/o indiretta con altri partners).

Il Centro Media diventa egli stesso l’organizzatore della strategia d’offerta del sito web ospitante, e pertanto deciderà quale strategia di web marketing applicare alla vendita degli spazi pubblicitari in CPM, CPC, CPL, CPA, ecc.

Affiliazione Amazon

L’affiliazione Amazon, ne abbiamo parlato parecchio all’interno di questo blog, resta a nostro avviso un modello di business a parte, ottimo per i siti di informazione, ma che presenta caratteristiche molto più connesso al vastissimo mondo delle affiliate marketing piuttosto che della vendita di spazi digitali.