Quando la SEO serve a poco - Effettoundici
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A volte la SEO serve a poco per un progetto di business. All’inizio della nostra esperienza con Effettoundici avremmo considerato un folle chiunque avesse potuto pronunciare questa frase. Dopo anni e anni di “smanettamento” e dopo anni e anni di assistenza a Clienti di ogni genere e progetti in house dobbiamo iniziare a pensare che in certi settori, purtroppo nel bene e nel male è meglio fare un passo indietro. Ok, un attimo, spieghiamo bene cosa intendiamo dire con questo.

Immaginiamo di vendere dei corsi SEO

E’ qui che vi voglio. La formazione in ambito SEO è popolata (SERP di Google) da brand rispettabilissimi che fanno SEO, per giunta benissimo, e che a rigor di logica la insegnano (ed evidentemente come business funziona perché sono in piedi da ormai un po’ di tempo); ecco, ci siamo dunque domandati, se un bravissimo SEO emergente, un consulente, oggi, volesse insegnare SEO, dunque acchiappando contatti da Google in modo organico (sarebbe opportuno appunto perché va ad insegnare la nobile arte della SEO 🙂 ) riuscirebbe ad emergere in una SERP “corsi web marketing” “corsi SEO” così compatta, così complessa e così competitiva?

Ci riuscirebbe soltanto a fronte di un tipo di investimento, massiccio, in termini di link building, altrimenti, caro il mio buon giovane consulente SEO di belle speranze, le possibilità di un posizionamento organico frutto della sola “capacità di scrivere ottimi contenuti in ottica SEO” si va a “benedire” in certi settori.

A questo punto sorge spontaneo domandarsi: ma è ancora opportuno per il giovane consulente SEO (che avrebbe solo  guadagnato, ad esempio in termini di immagine) insistere sull’attrarre nuovi potenziali clienti solo tramite posizionamento organico? Vi assicuriamo che può essere una perdita tempo, o meglio può diventare alla lunga frustrante e controproducente.

Che fare dunque? Bisogna necessariamente agire su altri canali. Non ci sono altre possibilità, fidatevi. Bisogna rendersi conto di alcuni concetti che oggi più che mai emergono nel marketing moderno.

Alcune SERP sono occupate (1 – 10 posizione) da aziende, brand, siti che hanno un autorship che per scalzarle davvero deve venir giù una 3° guerra mondiale. Sono arrivati prima di noi, e questo conta, conta moltissimo per Google, soprattutto se hanno fatto bene il loro lavoro nel tempo. Sono siti davvero enormi, ricchi di risorse pazzesche che non ci lasciano scampo.

In alcuni settori davvero scrivere ottimi contenuti super SEO friendly non è comunque sufficiente, bisogna fare di più, avere ottimi link in entrata e un sito che davvero ha contenuti di qualità, riconosciuti all’unanimità dai visitatori del sito, e anche questo talvolta sul serio…  può non bastare, dunque che fare?

Cercare nuovi angles e nuovi canali di acquisizione

E’ l’unica signori cari, bisogna passare ad altri canali, ma senza troppe remore, è così. Facebook ADS e Google AdWords, pur intercettando domande relativamente diverse da quella organica (Facebook ADS l’opposta, quella latente), sono ottimi strumenti per fare marketing che accompagnano la SEO ma che a volte direttamente la sostituiscono. Sono ottimi strumenti per questo tipo di ragioni:

  • permettono di attaccare il mercato, non di attenderlo come la SEO
  • altissima possibilità di misurare esattamente il costo di acquisizione di un cliente
  • consentono in maniera diretta di sperimentare nuovi angles dal punto di vista del copywriting dei nostri annunci pubblicitari.

Badate bene che i punti appena citati non sono uno scherzo.

La “teoria del giusto angle” soprattutto insegna. Se “rivoltiamo la frittata in termini di copy”, puntando il nostro annuncio al target giusto, quello più sensibile a dove vogliamo arrivare, possiamo ribaltare tutto, possiamo dare adito a necessità nella mente di un potenziale cliente che prima manco pensavamo di poter raggiungere così come i clienti stessi, anche loro non si ritroveranno con necessità del tutto inaspettate.

Facebook ADS, ad esempio, con la sua potenza d’immagine è davvero uno strumento suggestivo capace di far leva su tutta una serie di fattori che, seppur latenti, probabilmente non riusciremmo a raggiungere (di sicuro non in breve tempo) con strategie unicamente dedicate al posizionamento organico e dunque SEO oriented,

E’ vero la SEO ci porta risultati ottimi in termini di redemption, quello che vogliono gli utenti se lo cercano e lo trovano è pur sempre facile (dipende) darglielo, e dunque venderglielo, ok, ma ficchiamoci in testa che non è l’unica via, anzi, è una via che a volte può e dev’essere sostituira da altro. Concludiamo dicendo come in tutte le storie… la verità sta nel mezzo, ha sempre senso battere questi quattro canali per qualsiasi tipo di progetto:

  • SEO
  • SEM / AdWords
  • Facebook ADS
  • Newsletter/DEM

 

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